lunedì 17 ottobre 2011

Un gruppo di maremmani ha partecipato sabato alla manifestazione degli “Indignati” “A Roma abbiamo visto l’inferno” Diario di una giornata di paura: le violenze dei “black bloc”


“Auto date alle fiamme, vetrine di banche e di gioiellerie devastate, una coltre di fumo densa alimentata dai lacrimogeni e dai cassonetti in fiamme, forti e improvvise esplosioni. Per alcune ore ci siamo ritrovati al centro della guerriglia urbana in piazza San Giovanni alla ricerca di un riparo, una zona franca in cui poter tirare un sospiro di sollievo e placare la paura”. Cosi inizia il racconto di un gruppo di maremmani che sabato scorso hanno partecipato alla manifestazione degli "Indignati" nella capitale. Un gruppo formato da quattro ragazzi poco più che ventenni e altrettanti adulti tra i quaranta e i cinquant’anni, tra i quali il nostro corrispondente mancianese, Andrea Teti. I reduci della giornata di sabato, durante la quale Roma è stato messa a ferro e fuoco da poche centinaia di teppisti provenienti da tutta Europa, meglio conosciuti come i Black Bloc. GROSSETO - La piazza era simbolicamente divisa tra i violenti e noi manifestanti pacifici che per fortuna siamo riusciti a scappare in tempo a gambe levate prima che le forza dell'ordine bloccassero anche l'ultima via di fuga - raccontano i testimoni - carabinieri e poliziotti sono stati presi d'assalto dai black bloc con una pioggia di sassi e sampietrini. Le cariche proseguivano furiose. Noi non sapevamo dove andare e dove rifugiarsi mentre continuavamo a scappare. Abbiamo visto ragazzi incappucciati e vestiti di nero, con il volto coperto preparare sul momento, a pochi metri da noi, le molotov e altri armamenti, altri invece aiutare i compagni feriti prima strappandogli di dosso la ‘divisa’ da black bloc, poi nascondendo le spranghe e il resto, rivestirli con normalissimi abiti e reinserirli tra la folla pacifica che scappava terrorizzata. Insomma distinguere tra loro il poliziotto con il casco e i jeans, il manifestante pacifico e il teppista non era poi cosi semplice. Un corteo pacifico, quello degli Indignati, scesi in piazza solamente per gridare alta la propria rabbia contro un sistema privo di alcuna garanzia. Una manifestazione che nella capitale ha però assunto contorni inquietanti. All’improvviso la violenza Tutto era iniziato in maniera pacifica. Intorno a noi c'erano migliaia e migliaia di persone che manifestavano esibendo cartelli di ogni tipo, striscioni colorati e maschere da carnevale. Giovani, adulti, anziani bambini e disabili insieme. Con il sorriso contro un sistema politico ed economico che suscita indignazione trasversale. Stanno privando i giovani del proprio futuro, ci stanno facendo pagare una crisi di cui non abbiamo colpa, mentre i veri colpevoli continuano ed essere immuni, privilegiati e tutelati. Insomma abbiamo tanti motivi reali per protestare. La manifestazione era iniziata in maniera stupenda, ci stavamo divertendo mentre l'enorme corteo invadeva il centro di Roma di colori vivaci, di bella musica, di persone che stavano esprimendo pacificamente le proprie idee. Purtroppo poche centinaia di delinquenti, di vandali e teppisti irresponsabili hanno rovinato la festa e come siano riusciti a fare tutto questo per noi resta un mistero. Già poco dopo che il corteo aveva mosso i suoi primi passi si è notato che qualcosa non andava. Dopo appena un'ora dalla partenza in piazza dei Cinquecento, all’altezza di via Cavour, ci siamo accorti che ai lati della strada c’erano macchine distrutte, date alle fiamme e già completamente carbonizzate. Vetrine che sembravano essere esplose. In quel momento la folla ha individuato un gruppo di sette o otto black bloc che si erano nascosti in un vicolo per cambiarsi i vestiti e rifornirsi di spranghe e altro. Tutta la folla ha iniziato a offenderli verbalmente in ogni lingua invitandoli ad allontanarsi dalla manifestazione e ad uscire da corteo. Un uomo anziano stava urlando ai teppisti di andarsene è stato aggredito da due di loro che però fortunatamente sono stati respinti e fatti scappare. E questo era solo l'inizio. Abbiamo proseguito in avanti, superato il Colosseo in direzione piazza San Giovanni. Da lì in poi l’inferno. Barricate di cassonetti in fiamme in mezzo agli stradoni, la caserma in via Labicana data alle fiamme. Al nostro passaggio il tetto bruciava ancora ed i Vigili del fuoco cercavano di spegnerlo. Automobili carbonizzate, fumo ovunque. Anche io e gli altri ragazzi siamo stati costretti a coprirci le vie respiratorie con sciarpe e magliette. Nessuno sapeva dirci cosa era accaduto, il punto del corteo in cui ci trovavamo ci ha fortunatamente consentito di evitare lo scontro diretto con quei delinquenti. Sino a quel momento avevamo visto solo i segni del loro passaggio. Per terra rifiuti di ogni tipo e bombe- carta inesplose. A questo punto ci siamo diretti di corsa in via Merulana mentre alcune persone indicavano la strada e la direzione da percorrere. Ci siamo ritrovati a San Giovanni nell’epicentro della guerriglia urbana. Esplosioni, lacrimogeni, blindati che andavano e venivano pieni di celerini. Ragazzi incappucciati feriti o in assetto di guerra, gente normalissima che scappava terrorizzata, noi che fortunatamente, impauriti, con gli occhi gonfi che bruciavano, la bocca coperta da una sciarpa, siamo riusciti ad uscire dalla piazza pochi minuti prima che venisse chiusa con i violenti isolati all'interno. Poi di corsa verso la stazione Termini e poi sul treno dritti verso casa. Mezzo milione di manifestanti pacifici, giustamente indignati, sconfitti da poche centinaia di teppisti e delinquenti di ogni tipo. La nostra sensazione è quella di aver fallito e di aver fatto rispetto al resto del mondo una figura indegna. 

Andrea Teti


Dure polemiche sul ritiro delle deleghe agli assessori che ne fanno parte. L’opposizione: Mecarozzi si dimetta Manciano, scontro aperto attorno al gruppo “Per il nostro comune”

MANCIANO - Ieri all'interno del "Palazzo del potere" si è svolto il consiglio comunale più atteso degli ultimi due anni. Un consiglio pirotecnico che dalle 9 del mattino si è prolungato fino al tardo pomeriggio. Diatribe, scontri, tutti contro tutti. La miccia è stata accesa dall'opposizione che ad inizio seduta ha chiesto e ottenuto di poter aggiungere all'ordine del giorno l'analisi politica e un dibattito aperto sull'istituzione del gruppo consiliare "Per il nostro comune", nato tra le fila della maggioranza e già ribattezzato il gruppo degli "epurati". Ai membri del gruppo sono state revocate dal sindaco Mario Mecarozzi tutte le deleghe e gli assessorati che ricoprivano con la seguente motivazione: “Io non ripongo fiducia nei confronti dei membri che compongono il gruppo consiliare "Per il Nostro comune". Voglio circondarmi di persone di cui mi fido e su cui posso davvero contare. Reputo l'istituzione del gruppo un atto di sfiducia nei miei confronti e un ostacolo all'iter amministrativo di questo governo. Finché c'è la maggioranza resto il sindaco di Manciano, quando la maggioranza non ci sarà più me ne andrò a casa senza nessun problema". Immediata ed energica è stata la reazione di tutti i membri del nuovo gruppo, a partire dal capogruppo Roberto Denei, che ha dichiarato: "Abbiamo creato questo gruppo per dare un nuovo slancio e più collegialità alle attività svolte da questo governo. Non volevamo fare opposizione i fatti lo dimostrano. Non abbiamo mai votato contro le delibere portate in giunta e in consiglio dall'esecutivo. Non abbiamo interessi privati da difendere ma vogliamo essere pienamente partecipi della vita di questa amministrazione". A questo si sono aggiunti gli interventi di tutti gli altri "epurati" tra i quali il più significativo è stato quello di Giulio Detti. "Credo - ha esordito l'ormai ex assessore al Turismo - che, analizzando il lavoro da me svolto in questi due anni da assessore, sia chiaro a tutti come le motivazioni propinate dal sindaco non sussistono. La sua scelta è stata puramente animata dalla volontà politica di soffocare ogni tipo di confronto democratico all'interno della maggioranza. Credo altresì che pretendere di essere informato e di partecipare alle decisioni, sia non solo un diritto, ma un dovere per un assessore. Noi del gruppo non sappiamo cosa è stato messo nel piano strutturale in questi due anni come non sapevamo che il Comune di Manciano, rappresentato in questo caso da Inerio Biondi, aveva sottoscritto e firmato una lettera di intenti con il Coseca senza averci dato alcuna informazione a riguardo”. L'opposizione chiara e decisa ha chiesto le dimissioni al sindaco Mario Mecarozzi affermando “non c'è più una vera maggioranza. E’ uno spettacolo indegno" che i cittadini di Manciano non meritano”. Anche Roberto Bulgarini del gruppo consiliare Psi ha chiesto disorientato: "Questo nuovo gruppo appoggerà o manderà a casa questa amministrazione? Non è chiaro". Per il resto tutti i punti all'ordine del giorno passano e l'amministrazione Mecarozzi procede per la propria strada verso l'imminente e prossima approvazione del piano strutturale.
Andrea Teti 

giovedì 29 settembre 2011

Ragazzino schiacciato da un cassonetto Rianimato in strada e trasportato a Siena: è gravissimo

 MANCIANO - E’ stato sufficiente un colpo di vento per richiudere il portellone di un cassonetto e soffocare un bambino. Il tragico incidente è avvenuto ieri mattina in via Unione Sovietica, a Manciano. L’orologio aveva da poco segnato le 9 quando il ragazzino è rimasto schiacciato dal cassonetto per la raccolta della carta. Stando alle prime ricostruzione pare il 13enne si sia intrufolato nel contenitore dei rifiuti alla ricerca di giornali. Una pratica, hanno riferito i vicini di casa, per nulla estranea al ragazzino che in quei cassonetti del quartiere era solito giocarci da tempo. Un passatempo insolito che ieri ha avuto un epilogo tragico. Il ragazzino, infatti, ieri mattina ha visto il suo passatempo trasformarsi in una trappola letale. L’uscita dal contenitore si è tramutata in dramma. Probabilmente a causa di una folata di vento o di una mossa azzardata, il pesante portellone di metallo del cassonetto si è richiuso intrappolando il tredicenne. Una scena da brivido: il collo del piccolo è rimasto strozzato tra il coperchio e il bordo del cassonetto. Dieci lunghi interminabili minuti sono passati prima che qualcuno si accorgesse dell’accaduto. Non vedendolo rientrare, infatti, la mamma del piccolo assieme alla sorella è uscita di casa chiamandolo a gran voce sino a quando, a pochi metri dal loro appartamento, lo hanno trovato esamine per asfissia e soffocamento, con la testa incastrata tra coperchio e cassonetto. Attimi di panico per tutti i residenti di via Unione Sovietica che sentendo le grida si sono riversati in strada. La mamma lo ha tirato via di forza giù dal bidone con l'aiuto dei passanti. Immediata la chiamata al 118. All'arrivo dell'ambulanza della Misericordia di Manciano, ancora una volta priva di sanitario a bordo, i soccorritori Luca Giorgi e Alessia Manini, hanno trovato il piccolo privo di vita in arresto cardiaco e completamente cianotico. Hanno iniziato subito la rianimazione con il Bls aspettando l'arrivo dell'ambulanza con il medico da Pitigliano e dell'elisoccorso Pegaso. Venti i minuti in cui i soccorritori hanno praticato la manovra per far ripartire i suoi segni vitali, senza mai fermarsi, fino all'arrivo dei sanitari di Pegaso e Pitigliano che lo hanno intubato. Il piccolo Stefano è stato trasportato d’urgenza a Siena con l’eliambulanza. Le sue condizioni fisiche restano gravi per il momento e non si escludono danni celebrali dovuti all'asfissia. Se non fosse stato per la rianimazione fatta dai soccorritori il piccolo Stefano probamente non ce l'avrebbe fatta. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri e la Polizia Locale di Manciano, che hanno fatto i primi rilievi e posto sotto sequestro il cassonetto. Ancora una volta (come più volte denunciato anche sulle pagine del Corriere di Maremma ndr) l'ambulanza intervenuta sul luogo dell’incidente era sprovvista del medico. Un fatto che continua a suscitare le ire di tutta la popolazione mancianese. Il piccolo Stefano, vittima di un gioco a cui che nessuno in tutti questi mesi è stato in grado di porre un freno, è stato salvato dalla prontezza e dalla professionalità dei soccorritori della Misericordia. Ma tra i cittadini c'è sgomento: "Non si può andare avanti in questo modo. Ieri è andata bene ma la paura resta tanta per un servizio sanitario che non è più in grado di darci alcuna garanzia". 
Andrea Teti 

mercoledì 28 settembre 2011

Il gruppo consiliare “Manciano Comune aperto” rinnova la fiducia al sindaco Mecarozzi liquida gli ex e tira dritto “Qui non ci sono servi. Detti e Danei? Da loro una chiusura netta”

 MANCIANO - Il sindaco Mario Mecarozzi e la nuova squadra di governo finalmente escono allo scoperto. Svelati alcuni dei misteri che, in questi ultimi mesi, hanno avvolto le “storie di palazzo”, contribuendo alla realizzazione di una vera e propria fiction politico-amministrativa senza fine raccontata ogni giorno dalla stampa locale. Ieri alle 16 presso il palazzo comunale, si è tenuta la conferenza stampa organizzata dalla lista civica “Manciano Comune Aperto”. La lista vincitrice della scorsa tornata elettorale guidata dall’attuale sindaco Mario Mecarozzi che col capogruppo Inerio Biondi ha rinnovato “il suo totale e incondizionato appoggio al sindaco Mario Mecarozzi”. “La nostra è una lista civica e come promesso in campagna elettorale intendiamo tenere fuori i partiti e le loro logiche di potere. Appoggiamo e appoggeremo, sempre e comunque, l’operato del sindaco. Ha fatto molto per Manciano nonostante la crisi economica che stiamo vivendo e i tagli che stiamo subendo”. L’Udc provinciale ha definito “scorrette” le scelte fatte da Mario Mecarozzi che ha escluso Marcello Cherubini dalla squadra di governo. Cosa rispondete? “Vogliamo tenere fuori i partiti anche se provano continuamente a condizionarci senza nessun risultato”. Poi l’intervento del sindaco, Mario Mecarozzi. “Cherubini è assessore e vicepresidente della Comunità Montana ed ha una posizione di prestigio”. Marcello Cherubini però ha incalzato spiegando: “Ci è dispiaciuto aver appreso per vie traverse e non dirette di come era stato riassettato il nuovo esecutivo. Per il momento mi accontento di ricoprire il ruolo che mi è stato assegnato e concordo con l’idea di tenere fuori i partiti da quest’amministrazione. Però sinceramente avrei preferito qualcosa in più. Portiamo in fondo questo mandato poi si vedrà”. Ha concluso la conferenza il sindaco affrontando gli argomenti più spigolosi e bollenti. “La collegialità - ha riferito Mecarozzi - c’è e c’è sempre stata da parte nostra. Le motivazioni date dal nuovo gruppo “Per il Nostro Comune” riguardo la loro costituzione sono assurde, infondate e non stanno in piedi. Giulio Detti aveva avuto l’incarico più importante, il turismo, e il suo assessorato ha potuto disporre di più soldi rispetto ad altri. Risorse che ha potuto spendere con la massima libertà d’azione. Ho provato a coinvolgerlo di nuovo nella squadra di governo ma ho trovato da parte sua una chiusura totale. Lo stesso vale per l’ex assessore Roberto Denei che, tra l’altro, è stato eletto anche grazie al mio contributo personale dato durante la campagna elettorale. Per quanto riguarda i consiglieri Serena Bulgarini e Eleonora Amaddi- aggiunge il sindaco - capisco che avrebbero voluto ricoprire il ruolo di assessori ma purtroppo non c’era spazio per tutti e ho dovuto fare delle scelte”. Il primo cittadino ha concluso l’incontro affermando: “Noi non abbiamo ne servi ne padroni. Vogliamo rispettare in pieno l’impegno preso nei confronti dei cittadini cercando di fare il bene di tutti, senza distinzioni, trascurando i nostri interessi personali. Per quanto riguarda la linea politica intrapresa nei confronti delle convenzioni sulle delle acque termali sono scelte che già sono state fatte e deliberate con l’appoggio di tutta l’ex giunta compresi i quattro di “Per il Nostro Comune”. Ci sono atti ufficiali e ufficiosi che lo dimostrano. Quindi oggi nessuno può dire io ero contrario. Siamo convinti da aver fatto molto e di averlo fatto bene. Ma la strada è ancora lunga e le cose che ancora sono da fare sono molte. Quindi da domani ci mettiamo a testa bassa a lavorare”.
Andrea Teti 

martedì 20 settembre 2011

Manciano Il vertice di Montemerano non è servito a spegnere le polemiche Rimpasto servito ma Mecarozzi rischia Confermato Morini vice sindaco. Sicuri anche Biondi, Ciavattini, Petrucci e Caccialupi

 MANCIANO - “Ricomposta la giunta comunale di Manciano. Il sindaco Mario Mecarozzi ha distribuito le deleghe. Confermato Mirco Morini nella carica di vice sindaco, rimangono da definire ancora gli altri incarichi ma i nomi sono però certi: Inerio Biondi, Cesare Ciavattini, Cristina Petrucci, Andrea Caccialupi. Il primo cittadino ringrazia anche i componenti del nuovo gruppo consiliare ‘Per il nostro Comune’, con i quali si è incontrato ed ha parlato, e che hanno garantito l’appoggio alla maggioranza fino alla fine della legislatura”. Questo il contenuto scarno del comunicato arrivato ieri pomeriggio dal Comune di Manciano. Insomma: problemi risolti per il sindaco Mario Mecarozzi da qui alla fine della legislatura. Ma i bene informati invece parlano di problemi irrisolti e di fortissime fibrillazioni dentro la maggioranza che non sembrano terminate. L’amministrazione del Comune di Manciano guidata da sindaco Mario Mecarozzi quindi continua a traballare, la maggioranza, se ancora può essere definita tale, procede ancora sul filo del rasoio. Il sindaco Mario Mecarozzi sembra posizionarsi sul ciglio del baratro, in equilibrio precario, basta un soffio per farlo cadere giù. Due giorni fa la maggioranza si è riunita, a Montemerano, per cercare di trovare un compromesso e gettare basi solide per il futuro dell’attuale amministrazione. Ma il tentativo sembra essere andato a vuoto. I quattro del neonato gruppo consiliare interno alla maggioranza nominato “Per il Nostro Comune” restano con un pugno di mosche. Possiamo dedurlo dal commento dell’ex assessore al turismo Giulio Detti postato pubblicamente su Facebook: “Dal 12 settembre non sono più assessore. Ringrazio i cittadini, le associazioni ed i dipendenti comunali per il sostegno. I miei progetti sono riusciti grazie a voi, adesso non so che fine faranno”. In questa prima affermazione già possiamo cogliere la nota polemica e la rassegnazione dell’ex assessore Detti che continua: “è un peccato perché l’eco-museo, la biblioteca, il cinema satellitare con eventi streaming, la Vivamus School (laboratorio artistico per i più giovani) rimarranno sogni nel cassetto. Ma la politica è così. Le decisioni le prendono sempre in pochi, per fortuna prima o poi è il popolo a doverle giudicare”. Ovviamente con ‘in pochi’ Giulio Detti intende il sindaco Mario Mecarozzi e i membri della maggioranza che sostengono lo stesso sindaco. Decisioni come: la revoca delle deleghe e degli assessorati ai membri di del gruppo consiliare dissidente e la ricostituzione di una nuova giunta, che è avvenuta ufficialmente nella tarda serata di ieri e che sarà formata da sei elementi. Ricomposta la giunta comunale di Manciano. Il sindaco Mario Mecarozzi infatti ha distribuito le deleghe. Confermato Mirco Morini nella carica di vicesindaco, rimangono da definire ancora gli altri incarichi ma i nomi sono però certi: Inerio Biondi, Cesare Ciavattini, Cristina Petrucci, Andrea Caccialupi. Ancora l’ex assessore Giulio Detti dice che le decisioni vengono prese da pochi quindi non dalla maggioranza. Questo è un segno chiaro di sfiducia nei confronti del sindaco e di chi siede accanto a lui. Ciò significa che la maggioranza non c’è più e che alla prima occasione si scioglierà? Perché allora il gruppo consiliare “Per il Nostro Comune” con a capo Roberto Denei continua a dire nelle sedi ufficiali di sostenere l’amministrazione? Le due cose non possono di certo andare di pari passo. Giulio Detti affermando che “le decisioni le prendono in pochi” sferra l’ennesimo colpo al costato dell’attuale sindaco Mecarozzi che dovrà mandare giù l’ennesimo rospo. Insomma la frattura tra i membri del gruppo consiliare formato da Roberto Denei, Eleonora Amadii, Serena Bulgarini e Giulio Detti e il resto della maggioranza sembra divenire sempre più larga e profonda. Quanto potrà essere portata avanti questa pantomima? Quanto ancora potrà governare il sindaco Mecarozzi che, a detta sua, si sente “completamente sfiduciato” da una buona parte della maggioranza? Si accettano “scommesse”. Forse come dice Detti, riferendosi alle scelte fatte dal sindaco” per fortuna prima o poi è il popolo a doverle giudicare”. Ma visti i nuovi sviluppi della vicenda è molto più probabile il “prima” che il “poi”. A meno che sia il gruppo di Denei che quello del sindaco Mecarozzi non continuino a fare finta di niente, a farsi la guerra soltanto fuori dalla sedi istituzionali per poi trovarsi tutti d’accordo, in sede di consiglio comunale, pur di mantenere la poltrona e approvare il tanto atteso piano strutturale. Lo scopriremo solo vivendo. Anche se i cittadini si aspettano spiegazioni da parte dei protagonisti delle vicende politiche avvenute in questi giorni, che tardano ad arrivare. Il prossimo consiglio comunale, in data da definirsi, potrà essere l’occasione giusta per poter sciogliere tutti i nodi venuti al pettine. 

Andrea Teti

lunedì 12 settembre 2011

Sinistra Ecologia e Libertà: Ecco una fotografia dell'attuale panorama politico locale.

MANCIANO - E' ancora bufera sulla politica mancianese. Dopo avere osservato e analizzato attentamente le ultime vicende che hanno scosso il panorama politico locale, ad intervenire per dire la propria è il partito di Sinistra Ecologia e Libertà di Manciano. “Riteniamo che informare i cittadini e mantenere in politica la più completa trasparenza sia una priorità – spiegano dal partito - Un cittadino bene informato che si trova davanti a situazioni trasparenti, infatti, non può che farsi un'idea precisa, magari politicamente più o meno giusta, su ciò che sta accadendo intorno a lui. La maggioranza che sta governando il nostro Comune, guidata dal sindaco Mario Mecarozzi, è ormai logora e a pezzi. Possiamo paragonarla ad un vestito lacero su cui, solo pochi membri della stessa maggioranza, stanno cercando di mettere delle toppe. Messa una toppa, il vestito si trappa da un'altra parte. Insomma quando un vestito è lacero e consumato va cestinato. I recenti contrasti venuti a galla tra le fila della maggioranza manifestano una spaccatura ben più profonda. Nonostante, infatti, l'amministrazione Mecarozzi si sia guadagnata il consenso dei cittadini presentandosi all'ultima tornata elettorale in veste di lista civica – puntualizza Sinistra ecologia e libertà - le componenti politiche al suo interno erano varie. E oggi, a distanza di pochi anni, la disomogeneità politica all'interno della maggioranza si è palesemente manifestata: dapprima con l'istituzione del gruppo capeggiato dall'ex assessore Roberto Bulgarini, e adesso con “Per il nostro Comune” con a capo Roberto Denei”. Adesso noi ci chiediamo, e rivolgiamo la stessa domanda a tutti i cittadini del comune di Manciano: Abbiamo bisogno di un “vestito lacero” o di una vera e propria “ solida armatura ” ? Ci meritiamo un sindaco che pubblicamente, per strada, nei bar, sfiducia palesemente i membri del nuovo gruppo“ Per il Nostro Comune “, neonato all'interno della stessa maggioranza , minacciando gli assessori e i consiglieri che lo compongono di togliergli le deleghe perché “ pugnalato alle spalle dagli stessi “ ? e oltre tutto non si presenta al Consiglio Comunale come fa una scolaretto quando marina la scuola evitando l'interrogazione? Ci meritiamo un nuovo gruppo dissidente, interno alla maggioranza, che nega l'evidenza dichiarando nelle sedi ufficiali di sostenere il sindaco nonostante siano sotto gli occhi di tutti i malumori e i contrasti che li hanno divisi? Malumori e contrasti forti, anche se non in via ufficiale, confermati più volte dagli stessi membri del nuovo gruppo, da alcuni non da tutti! Come può una maggioranza cosi lacera e divisa contrastare la crisi economica e i provvedimenti del governo? Cosa farà il sindaco nei confronti dell'Unione dei Comuni? Il suo assessore Inerio Biondi durante l'ultimo Consiglio Comunale ha fatto la cronaca di una “ morte annunciata” dicendo che: “ la maggioranza ha la volontà politica e decisa di non approvare lo sul nuovo Statuto comunale a breve “ dimenticandosi però che i termini legali per l'approvazione scadono a fine mese. Andando in in questo modo contro la legge regionale concludonono - il Comune di Manciano rischia, sempre secondo la legge regionale, il commissariamento da parte della Comunità Montana”. 

Andrea Teti.

Il PD di Manciano: quest'amministrazione è allo sfascio.


MANCIANO - Dopo l'ultimo consiglio comunale, posto sotto i riflettori dopo la nascita di un nuovo gruppo consiliare interno alla maggioranza guidata dal Sindaco Mario Mecarozzi, la reazione del contro-sinistra mancianese non si è fatta attendere. Il PD mancianese in una nota ufficiale consegnata alla stampa racconta: "Il Comune di Manciano sta vivendo un momento molto difficile, deve affrontare quella crisi economica che sta investendo tutta l’Italia, le difficoltà che quotidianamente le famiglie mancianesi devono superare, ne sono la testimonianza. E cosa fa l'amministrazione Mecarozzi? Assolutamente nulla. Anzi, si spacca, spende energie e tempo per meri giochi di potere interni, senza produrre azioni a sostegno dell’economia e dello sviluppo del nostro territorio. Nell’ultimo mese l’amministrazione della lista Manciano Comune Aperto ha subito due spaccature, la prima, l’uscita dalla maggioranza dell’ex assessore Bulgarini, ora la creazione di un ulteriore gruppo. Due fatti che non sono solo l’indizio, ma la certezza che la coalizione di governo, creata con una fretta fusione a freddo, è saltata. Infatti, la formazione del nuovo gruppo è un atto politico, tanto più che all’interno ritroviamo due assessori e due consiglieri delegati. Inoltre, a rappresentare il gruppo in consiglio sarà un assessore che si troverà in evidente contraddizione perché presente sia nell’esecutivo che in consiglio comunale. In politica, anche la più spicciola che sia, questi fatti rappresentano una totale sfiducia personale e amministrativa nei confronti del sindaco. Il PD di Manciano vuole far riflettere i cittadini sulla situazione di abbandono in cui versa la gestione del nostro Comune, che si trova senza una guida. Troppi impegni amministrativi sono in sospeso, dall’approvazione del Piano Strutturale all’accordo con le Terme di Saturnia alla questione della piazzola dell’elisoccorso; sono tutte decisioni necessarie per dare una spinta propulsiva all’economia del territorio.Quel che è più grave è la completa assenza del Sindaco Mario Mecarozzi, che non ha rilasciato alcuna dichiarazione pubblica su quanto sta accadendo nella sua coalizione e non ha preso una posizione rispetto ai gruppi che si è visto creare in seno alla sua maggioranza. Giovedì 8 si è riunito il Consiglio Comunale, è stato il primo consiglio a seguito della spaccatura del gruppo di Denei eppure il Sindaco era assente, così come è stata assente, per un cavillo burocratico, la presentazione del nuovo gruppo da parte di Denei.Non è ammissibile che Mecarozzi sfugga così palesemente ai problemi che ha la sua maggioranza, soprattutto perché vanno a influire negativamente sui lavori dell’amministrazione. Essere sindaco, vuol dire essere a capo della gestione della cosa pubblica, e proprio realizzare una amministrazione sana oculata e produttiva dovrebbe premere prima di ogni altra cosa a Mecarozzi e ai suoi consiglieri." Il PD conclude con forza dicendo: "Al Sindaco Mecarozzi, a tutta la sua giunta, ormai scollata e scomposta, chiediamo di fare un passo in dietro, solo le dimissioni potranno risolvere un’ingessatura che tanto danno provocherebbe alla nostra collettività, allo sviluppo e alla crescita di questo territorio."

Andrea Teti