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mercoledì 30 novembre 2011

La città e la società sportiva di Montenerano ancora sotto choc per la morte del dirigente Toccante lettera in ricordo di Guido Bernacchi

MANCIANO - Leonardo Vittori, un giovane Mancianese, collega ed amico di Guido Bernacchi, il quarantenne vittima di un tragico incidente stradale avvenuto venerdi scorso, intende omaggiare e ricordare l'amico Guido così. "Dopo un'altra notte passata insonne a causa del rimorso di non essere riuscito a completare, come avrei voluto e dovuto, il discorso fatto al cimitero davanti alla cappella di famiglia al termine del funerale, scrivo queste parole. Dopo l'ingresso di Guido nella cappella familiare, suo padre Giuseppe mi ha chiamato chiedendomi se me la sentivo di dire a tutti i presenti la dedica che avevo scritto la mattina, sulla maglia da calcio e la mia risposta è stata questa. Ci provo Peppe, spero di farcela. Salito su un piano rialzato ho cercato di trovare le parole giuste per iniziare. I primi attimi sono stati difficili, i miei pensieri erano confusi dalle forti emozioni che stavo provando, ma mi è bastato guardare Giuseppe negli occhi e tutto è stato subito chiaro. Non potevo tradirlo ed ho iniziato. La mattina del funerale ho consegnato una maglietta a Guido con questa dedica: "Questa è la maglia della Nazionale Geometri, te la sei meritata perché mi hai concesso l'onore di indossarla e perché, come a volte ricordavi, anche te eri geometra oltre ad essere, come dice tua figlia Lara, l'architetto più bravo del Mondo. Poi ho proseguito leggendo la dedica scritta sulla maglia donata dalla squadra del Montemerano "Al primo e unico Presidente-Giocatore del Montemerano". L'altra dedica siglata da tutta la squadra diceva: "Noi per te siamo stati una seconda famiglia, te per noi, un amico, un compagno, un capitano. Ogni partita sarà la tua partita, ogni vittoria sarà la tua vittoria". Utilizzando le offerte per la lotta contro i tumori e per la polisportiva Montemerano, sarà onorato al meglio Guido e tutta la sua famiglia. Vedendo i bambini del settore giovanile del Manciano Calcio (sponsorizzati dalla sua società dopo la chiusura del settore giovanile di Montemerano, fortemente voluto da Guido) penso a quanto Guido amasse i bambini ed a quanto lui fosse amato da loro. Non era amato solo dai suoi figli Sofia, Lara, Andrea e Alessandro ma anche da tutti gli amici dei suoi figli, che spesso ospitava insieme alla compagna Elisabetta, per farli giocare e divertire a casa sua. Dicono che i bambini siano la bocca della verità ed il fatto che Guido fosse amato da tutti loro dimostra che persona sia stata Guido. Mi ricordo quanta dedizione e volontà è stata messa da Guido e babbo Giuseppe per la realizzazione del nuovo campo sportivo di Montemerano intitolato alla memoria del caro amico Carlo Palazzi. Il mio pensiero ora si rivolge a tutte le persone e ditte che hanno collaborato alla realizzazione dell'impianto sportivo e chiedo loro se fosse possibile realizzare un piccolo campetto di calcio o calcetto a fianco del campo grande per poter farci giocare il settore giovanile, che chiederò ai dirigenti del Montemerano di ripristinare, ed organizzarci dei tornei di calcetto in memoria di Guido. Sono certo che molti di voi si muoveranno in fretta." Leonardo conclude commosso salutando Guido per l'ultima volta:"Continua a progettare e realizzare delle magnifiche strutture come hai fatto qui ed illuminaci la strada per raggiungere gli obiettivi che ci avevi indicato. Grazie di tutto". Siamo certi che le parole di Lonardo siano lo specchio nel quale si riflettono gli animi di tutta la popolazione del Comune di Manciano. Un territorio profondamente ferito dalla tragica scompasa di Guido. 

Andrea Teti 

lunedì 17 ottobre 2011

Un gruppo di maremmani ha partecipato sabato alla manifestazione degli “Indignati” “A Roma abbiamo visto l’inferno” Diario di una giornata di paura: le violenze dei “black bloc”


“Auto date alle fiamme, vetrine di banche e di gioiellerie devastate, una coltre di fumo densa alimentata dai lacrimogeni e dai cassonetti in fiamme, forti e improvvise esplosioni. Per alcune ore ci siamo ritrovati al centro della guerriglia urbana in piazza San Giovanni alla ricerca di un riparo, una zona franca in cui poter tirare un sospiro di sollievo e placare la paura”. Cosi inizia il racconto di un gruppo di maremmani che sabato scorso hanno partecipato alla manifestazione degli "Indignati" nella capitale. Un gruppo formato da quattro ragazzi poco più che ventenni e altrettanti adulti tra i quaranta e i cinquant’anni, tra i quali il nostro corrispondente mancianese, Andrea Teti. I reduci della giornata di sabato, durante la quale Roma è stato messa a ferro e fuoco da poche centinaia di teppisti provenienti da tutta Europa, meglio conosciuti come i Black Bloc. GROSSETO - La piazza era simbolicamente divisa tra i violenti e noi manifestanti pacifici che per fortuna siamo riusciti a scappare in tempo a gambe levate prima che le forza dell'ordine bloccassero anche l'ultima via di fuga - raccontano i testimoni - carabinieri e poliziotti sono stati presi d'assalto dai black bloc con una pioggia di sassi e sampietrini. Le cariche proseguivano furiose. Noi non sapevamo dove andare e dove rifugiarsi mentre continuavamo a scappare. Abbiamo visto ragazzi incappucciati e vestiti di nero, con il volto coperto preparare sul momento, a pochi metri da noi, le molotov e altri armamenti, altri invece aiutare i compagni feriti prima strappandogli di dosso la ‘divisa’ da black bloc, poi nascondendo le spranghe e il resto, rivestirli con normalissimi abiti e reinserirli tra la folla pacifica che scappava terrorizzata. Insomma distinguere tra loro il poliziotto con il casco e i jeans, il manifestante pacifico e il teppista non era poi cosi semplice. Un corteo pacifico, quello degli Indignati, scesi in piazza solamente per gridare alta la propria rabbia contro un sistema privo di alcuna garanzia. Una manifestazione che nella capitale ha però assunto contorni inquietanti. All’improvviso la violenza Tutto era iniziato in maniera pacifica. Intorno a noi c'erano migliaia e migliaia di persone che manifestavano esibendo cartelli di ogni tipo, striscioni colorati e maschere da carnevale. Giovani, adulti, anziani bambini e disabili insieme. Con il sorriso contro un sistema politico ed economico che suscita indignazione trasversale. Stanno privando i giovani del proprio futuro, ci stanno facendo pagare una crisi di cui non abbiamo colpa, mentre i veri colpevoli continuano ed essere immuni, privilegiati e tutelati. Insomma abbiamo tanti motivi reali per protestare. La manifestazione era iniziata in maniera stupenda, ci stavamo divertendo mentre l'enorme corteo invadeva il centro di Roma di colori vivaci, di bella musica, di persone che stavano esprimendo pacificamente le proprie idee. Purtroppo poche centinaia di delinquenti, di vandali e teppisti irresponsabili hanno rovinato la festa e come siano riusciti a fare tutto questo per noi resta un mistero. Già poco dopo che il corteo aveva mosso i suoi primi passi si è notato che qualcosa non andava. Dopo appena un'ora dalla partenza in piazza dei Cinquecento, all’altezza di via Cavour, ci siamo accorti che ai lati della strada c’erano macchine distrutte, date alle fiamme e già completamente carbonizzate. Vetrine che sembravano essere esplose. In quel momento la folla ha individuato un gruppo di sette o otto black bloc che si erano nascosti in un vicolo per cambiarsi i vestiti e rifornirsi di spranghe e altro. Tutta la folla ha iniziato a offenderli verbalmente in ogni lingua invitandoli ad allontanarsi dalla manifestazione e ad uscire da corteo. Un uomo anziano stava urlando ai teppisti di andarsene è stato aggredito da due di loro che però fortunatamente sono stati respinti e fatti scappare. E questo era solo l'inizio. Abbiamo proseguito in avanti, superato il Colosseo in direzione piazza San Giovanni. Da lì in poi l’inferno. Barricate di cassonetti in fiamme in mezzo agli stradoni, la caserma in via Labicana data alle fiamme. Al nostro passaggio il tetto bruciava ancora ed i Vigili del fuoco cercavano di spegnerlo. Automobili carbonizzate, fumo ovunque. Anche io e gli altri ragazzi siamo stati costretti a coprirci le vie respiratorie con sciarpe e magliette. Nessuno sapeva dirci cosa era accaduto, il punto del corteo in cui ci trovavamo ci ha fortunatamente consentito di evitare lo scontro diretto con quei delinquenti. Sino a quel momento avevamo visto solo i segni del loro passaggio. Per terra rifiuti di ogni tipo e bombe- carta inesplose. A questo punto ci siamo diretti di corsa in via Merulana mentre alcune persone indicavano la strada e la direzione da percorrere. Ci siamo ritrovati a San Giovanni nell’epicentro della guerriglia urbana. Esplosioni, lacrimogeni, blindati che andavano e venivano pieni di celerini. Ragazzi incappucciati feriti o in assetto di guerra, gente normalissima che scappava terrorizzata, noi che fortunatamente, impauriti, con gli occhi gonfi che bruciavano, la bocca coperta da una sciarpa, siamo riusciti ad uscire dalla piazza pochi minuti prima che venisse chiusa con i violenti isolati all'interno. Poi di corsa verso la stazione Termini e poi sul treno dritti verso casa. Mezzo milione di manifestanti pacifici, giustamente indignati, sconfitti da poche centinaia di teppisti e delinquenti di ogni tipo. La nostra sensazione è quella di aver fallito e di aver fatto rispetto al resto del mondo una figura indegna. 

Andrea Teti


giovedì 29 settembre 2011

Ragazzino schiacciato da un cassonetto Rianimato in strada e trasportato a Siena: è gravissimo

 MANCIANO - E’ stato sufficiente un colpo di vento per richiudere il portellone di un cassonetto e soffocare un bambino. Il tragico incidente è avvenuto ieri mattina in via Unione Sovietica, a Manciano. L’orologio aveva da poco segnato le 9 quando il ragazzino è rimasto schiacciato dal cassonetto per la raccolta della carta. Stando alle prime ricostruzione pare il 13enne si sia intrufolato nel contenitore dei rifiuti alla ricerca di giornali. Una pratica, hanno riferito i vicini di casa, per nulla estranea al ragazzino che in quei cassonetti del quartiere era solito giocarci da tempo. Un passatempo insolito che ieri ha avuto un epilogo tragico. Il ragazzino, infatti, ieri mattina ha visto il suo passatempo trasformarsi in una trappola letale. L’uscita dal contenitore si è tramutata in dramma. Probabilmente a causa di una folata di vento o di una mossa azzardata, il pesante portellone di metallo del cassonetto si è richiuso intrappolando il tredicenne. Una scena da brivido: il collo del piccolo è rimasto strozzato tra il coperchio e il bordo del cassonetto. Dieci lunghi interminabili minuti sono passati prima che qualcuno si accorgesse dell’accaduto. Non vedendolo rientrare, infatti, la mamma del piccolo assieme alla sorella è uscita di casa chiamandolo a gran voce sino a quando, a pochi metri dal loro appartamento, lo hanno trovato esamine per asfissia e soffocamento, con la testa incastrata tra coperchio e cassonetto. Attimi di panico per tutti i residenti di via Unione Sovietica che sentendo le grida si sono riversati in strada. La mamma lo ha tirato via di forza giù dal bidone con l'aiuto dei passanti. Immediata la chiamata al 118. All'arrivo dell'ambulanza della Misericordia di Manciano, ancora una volta priva di sanitario a bordo, i soccorritori Luca Giorgi e Alessia Manini, hanno trovato il piccolo privo di vita in arresto cardiaco e completamente cianotico. Hanno iniziato subito la rianimazione con il Bls aspettando l'arrivo dell'ambulanza con il medico da Pitigliano e dell'elisoccorso Pegaso. Venti i minuti in cui i soccorritori hanno praticato la manovra per far ripartire i suoi segni vitali, senza mai fermarsi, fino all'arrivo dei sanitari di Pegaso e Pitigliano che lo hanno intubato. Il piccolo Stefano è stato trasportato d’urgenza a Siena con l’eliambulanza. Le sue condizioni fisiche restano gravi per il momento e non si escludono danni celebrali dovuti all'asfissia. Se non fosse stato per la rianimazione fatta dai soccorritori il piccolo Stefano probamente non ce l'avrebbe fatta. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri e la Polizia Locale di Manciano, che hanno fatto i primi rilievi e posto sotto sequestro il cassonetto. Ancora una volta (come più volte denunciato anche sulle pagine del Corriere di Maremma ndr) l'ambulanza intervenuta sul luogo dell’incidente era sprovvista del medico. Un fatto che continua a suscitare le ire di tutta la popolazione mancianese. Il piccolo Stefano, vittima di un gioco a cui che nessuno in tutti questi mesi è stato in grado di porre un freno, è stato salvato dalla prontezza e dalla professionalità dei soccorritori della Misericordia. Ma tra i cittadini c'è sgomento: "Non si può andare avanti in questo modo. Ieri è andata bene ma la paura resta tanta per un servizio sanitario che non è più in grado di darci alcuna garanzia". 
Andrea Teti 

venerdì 15 luglio 2011

Si ustiona mentre pulisce il bagno Incidente domestico per una badante di Manciano: sotto accusa i prodotti per la casa

 MANCIANO - Pulire il bagno non è poi cosi semplice e sicuro. Le pubblicità che trattano i prodotti per la pulizia e l’igiene della casa spesso e volentieri ci assicurano che fare le pulizie in casa è un “gioco da ragazzi”. Ma per N. E, una badante polacca di circa 53 anni, non è stato cosi. Ieri a Montemerano, alle 8 del mattino, N. E si è recata preso l’abitazione nella quale lavora come badante. Ma per la donna pulire il bagno si è trasformato in tragedia. Il vapori della Soda Caustica, un prodotto utilizzato dalla donna per igienizzare il bagno, le hanno provocato gravi ustioni. La badante è stata subito accompagnata al pronto soccorso di Manciano dove ha ricevuto le prime cure mediche. Ma i medici e gli infermieri del Pet di Manciano, appurata la gravita della situazione, hanno trasferito la vittima al Centro Ustioni di Pisa trasportandola con l’elisoccorso. Sembrerebbe che la donna non sia in pericolo di vita anche se si sta valutando l’entità delle ustioni. Gli incidenti sul lavoro e quelli casalinghi sono sempre più spesso oggetto di cronaca. La superficialità con cui vengono utilizzati gli strumenti di lavoro e la mancanza di precauzioni per la sicurezza sul lavoro possono danneggiare gravemente e in modo irreparabile la salute di una persona. Il rispetto delle regole e l’attenzione in ambiente lavorativo sicuramente possono ridurre questo tipo di incidenti. Nella Provincia di Grosseto come nel resto d’Italia molte colf e donne delle pulizie non hanno nessuna copertura assicurativa e spesso praticano la propria attività come si dice “a nero” senza pagare le tasse. Questo sicuramente è un aspetto che deve essere tenuto sotto controllo dalle autorità perché le leggi esistono e devono solo essere applicate e fatte rispettare. Del resto, nella casistica degli incidenti, quelli domestici figurano ai primi posti. L’utilizzo di prodotti chimici, come nel caso delle pulizie, può infatti scatenare delle reazioni allergiche o di altro tipo, non escluso l’avvelenamento oppure, come nel caso in questione, procurare ustioni. Gli incidenti domestici rappresentano un problema di grande interesse per la sanità pubblica: disabilità, sofferenza, calo della produttività sono infatti alcuni degli aspetti legati a questo tema. Causa importante di morbosità e di mortalità nella maggior parte dei Paesi industrializzati, gli incidenti domestici, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità non risparmiano nessuna fascia d’età e sono la prima causa di morte per i bambini. Da non sottovalutare, poi, l’aspetto sociale legato all’impatto psicologico che questo tipo di infortuni ha sulla popolazione che considera la casa il luogo sicuro per eccellenza. 

Andrea Teti 

Manciano Lo schianto nei pressi della frazione di Montemerano Tragica carambola, muore nell’auto ribaltata

 MANCIANO - Il secondo week end di luglio si apre in tragedia nel comune della bassa Maremma. Ieri pomeriggio all’altezza della frazione di Montemerano si è verificato un gravissimo incidente stradale dall’epilogo indubbiamente drammatico: il bilancio è di un morto e un ferito grave. Erano da poco passate le 17 quando, all’altezza del rettilineo che dalla frazione mancianese conduce a Scansano, a circa 500 metri di distanza dalla conosciuta Azienda agricola Villa Acqua Viva, due auto si sono scontrate frontalmente. Stando alla prima ricostruzione dei fatti, sembrerebbe che una Suzuki Santana, guidata da Lido Zambernardi di circa 75 anni, residente in zona, provenendo da una strada sterrata di campagna, si sia immessa nella carreggiata senza dare la precedenza. Un fatale attimo di distrazione, forse dovuto al sole che in quel momento ostruiva la visuale, e una manciata di secondi hanno segnato la morte di una persona e ridotto in fin di vita un’altra. Nel mentre che la Suzuki s’immetteva nella strada principale, infatti, sopraggiungeva un’altra vettura, una Citroen C3 alla cui guida c’era Francesco Belletti, di circa 35 anni residente a Saturnia, che proseguiva sul rettilineo in direzione di Scansano. Inutile ogni tentativo di frenata da parte di Francesco. L’impatto è stato violentissimo e la C3 è subito finita fuori strada cadendo in un dirupo. Sbalzata a 300 metri di distanza, invece, la Sukuzi con a bordo Zambernardi per cui non c’è stato nulla da fare. Inutili i tentativi dei soccorsi precipitatisi repentinamente sul posto. Il settantacinquenne di Montemerano è deceduto sul colpo. Sta lottando per la vita, invece, Francesco Belletti che è stato trasportato con codice rosso in eliambulanza all’ospedale Le Scotte di Siena. Oltre ai soccorsi, sono intervenuti sul posto anche le volanti dei carabinieri di Pitigliano. Un inizio di fine settimana cadenzato dal dolore straziante di due famiglie. Appena saputo dell’incidente, infatti, i familiari della vittima si sono recati in lacrime sul luogo dell’incidente stretti in un silenzio surreale spezzato solamente dal pianto. Una tragica fatalità che lascia sconvolto un intero paese. Tutta la cittadinanza di Montemerano si stringe attorno alla famiglia della vittima, anche il sindaco del Comune diManciano, Mario Mecarozzi, residente nella frazione, addolorato per l’accaduto si è recato sul luogo dell’incidente. Tutta la cittadinanza si stringe attorno alla famiglia Zambernardi per la scomparsa di Lido, un uomo amato e benvoluto da tutti in paese. Un paese che in questi attimi continua a sperare e a pregare affinché almeno Francesco ce la possa fare. 
Andrea Teti 

giovedì 28 aprile 2011

Manciano I due colpi la domenica di Pasqua e il giorno di Pasquetta in pizzeria e al palasport Doppio furto di alcolici. E il pensiero va al rave party Il titolare del locale: "Solo supposizioni, ma in quelle ore c'era il raduno

 MANCIANO - La Pasqua e la Pasquetta a Manciano sono stati due giorni di fuoco. Per il momento alla lista dei 'fattacci' che in questi giorni hanno scosso e colpito al cuore l'opinione pubblica del Paese, oltre ad aver sconvolto la cittadinanza di Manciano, devo essere aggiunti anche due furti con scasso alquanto singolari. Stesse modalità d'azione, scassinata la porta d'ingresso, e stessa refurtiva, pochi euro, diverse bottiglie di birra e altro tipo di alcolici e qualche pallone da gioco. La prima vittima è la nota pizzeria Osee, un'attività aperta circa vent'anni fa molto conosciuta anche al di fuori del comune di Manciano. Il furto è avvenuto il giorno di Pasqua in pieno giorno alle 14.30 circa. La pizzeria si trova nei pressi di un distributore di benzina aperto 24 ore su 24 e della trafficata S.P 74. Un orario e una location insoliti per effettuare un furto. Daniele Biagetti, socio del titolare della pizzeria Antonio Simonini, alle ore 15.30 circa, entrando nel locale ha notato la porta scassinata ed ha avvertito i Carabinieri che tempestivamente si sono recati sul posto per effettuare i rilievi di routine. Antonio Simonini racconta che "a noi questa sembra una semplice bravata. Hanno rubato solo una manciata di spicci e qualche bottiglia di birra e di altri alcolici. Anche perché quando chiudiamo l'attività portiamo con noi l'incasso giornaliero. Come tutte le attività di ristorazione non siamo soggetti ad atti di questo tipo perché effettivamente il gioco non vale la candela. I ladri in pieno giorno, nei pressi di un distributore di benzina sempre aperto, hanno avuto i minuti contati. Per pochi spicci e qualche bottiglia hanno rischiato di essere beccati e accusati di furto con scasso. Guarda caso tutto questo è avvenuto proprio nei giorni in cui l'orda di ragazzi raggiungeva Manciano per partecipare al rave party. Le nostre sono solo supposizioni ma la refurtiva e le modalità del furto ci fanno pensare solo ad una bravata di qualche giovane disperato". Anche il palazzetto dello sport di Manciano ha subito un furto con scasso. Non si sa bene in che arco temporale è avvenuto ma si presume che il furto si sia consumato tra la domenica di Pasqua e il lunedì di Pasquetta. Solo martedì mattina, quando la custode si è recata alla struttura per dare lo start alle attività sportive che quotidianamente vengono svolte all'interno del Palasport messe in pausa durante il week and festivo. Arnaldo Biondi ds del Manciano Calcio racconta "si tratta di una bravata. L'ennesima per quanto riguarda il palazzetto dello sport di Manciano. I ladri hanno portato via palloni da gioco, alcuni alcolici dal bar interno alla struttura e hardware". I Ladri sembrano essere entrati sia nella pizzeria che nel palasport con le stesse modalità. Anche il modo con cui sono state scassinate le porte d'ingresso sembra essere lo stesso. In entrambi i casi i ladri sono sembrati più interessati agli alcolici che a tutto il resto proprio durante i giorni in cui nei pressi di San Martino sul Fiora si svolgeva un rave party animato da circa 600 ragazzi provenienti italiani e stranieri, maggiorenni e minorenni. Il Comune di Manciano di rado viene colpito da fatti di questa gravità e la cronaca mancianese non è mai stata cosi nutrita. 
Andrea Teti

mercoledì 27 aprile 2011

Un territorio sconvolto E' psicosi da rave party


Sotto choc la gente di Pitigliano, Sorano e Manciano
MANCIANO - A Manciano, Pitigliano e Sorano si respira aria pesante. L'atmosfera che si percepisce non è di certo quella che solitamente accompagna il concludersi di una week and di festa e la ripresa della vita quotidiana del della routine paesana. Volti scuri e un silenzio quasi surreale.
Tutti incollati alla tv Quasi tutti i residenti sono incollati alla tv e ai quotidiani locali, esauriti in edicola già alle 9,30 del mattino, per capire gli aggiornamenti sullo stato di salute dei due carabinieri della radiomobile di Pitigliano vigliaccamente massacrati da quattro giovani di Firenze durante una normale procedura di controllo ad un posto di blocco. Inseguimenti e sparatorie sono scene degne di un film poliziesco che hanno spezzato la pace e la tranquillità di una Maremma che con difficoltà accetta e tollera atti di violenza di questo tipo a cui non è di certo abituata.
La paura del rave Ma la Maremma e i maremmani non si sono certo svegliati alle 10,30 di domenica mattina. La preoccupazione e la paura aleggiava già da qualche giorno tra i cittadini di Manciano. Lo sciame di ragazzi, di tutte le età, provenienti da tutta Italia ma anche anche dall'estero, avevano già innescato la reazione di qualche cittadino.
L'arrivo di centinaia di ragazzi Due ragazzi mancianesi poco più che trentenni raccontano: Ci stavamo dirigendo alla Sagra dell'Agnello, una festa organizzata nella frazione di San Martino. Lungo la strada, per caso, ci siamo imbattuti in un gruppo numeroso di ragazzi e ragazze che barcollando nel buio, in evidente stato confusionale, hanno invaso la corsia, ci hanno fermato e chiesto indicazioni sul grande rave party che secondo loro si sarebbe svolto proprio da quelle parti. A noi è sembrato strano che da quelle parti fosse stato possibile organizzare un rave party. Sono iniziative che di solito toccano le grandi città. Infatti abbiamo consigliato ai ragazzi di non procedere per quella strada al buio perché sarebbe stato pericoloso e che molto probabilmente erano stati male informati sulla location del rave. Pochi chilometri dopo però abbiamo visto un prato enorme pieno zeppo di camper, furgoncini, accampamenti, macchine parcheggiate ovunque per alcuni chilometri sul ciglio della strada. Allora ci siamo resi conto che era in atto veramente un rave party e che la quantità di persone che partecipavano a questa festa era davvero incredibile. Sicuramente più di 600 persone senza contare che il via vai di persone è durato tre giorni circa".

Gli anziani Sconcertati gli anziani della zona. "Sono veramente triste" spiega uno di loro che poi racconta: "Ho visto qua al bar un gruppo di quei ragazzi provenienti dalla festa. Sono scesi da un furgoncino grigio metallizzato, barcollavano e parlavano sussurrando. Emanavano cattivo odore ed avevano la faccia stravolta. Sembravano veramente degli zombie. Giovani vite bruciate. Sapere che anche questa è la nuova generazione mi rende triste, deluso sconsolato. Prego per la vita e la salute dei due giovani carabinieri di Pitigliano e per le loro famiglie. Spero che questa storia si concluda con un lieto fine e che in futuro il sangue di onesti lavoratori e di persone innocenti non bagni più la nostra terra".

II racconto di chi ha partecipato Anche alcuni giovani di Manciano, poco più che ventenni, hanno partecipato al rave party. E adesso alcuni di loro, che preferiscono non dire i loro nomi, raccontano: 'Abbiamo saputo per caso della festa e ci siamo imbucati anche noi. Il nostro intento era solo quello di divertici insieme a nostri coetanei tra musica, risate e magari fare anche nuove conoscenze. Sembrava tutto tranquillo, infatti abbiamo partecipato alla festa durante la notte di sabato per poi rientrare a casa la mattina presto. Ovviamente come ad ogni altro tipo di festa abbiamo visto qualcuno esagerare con alcol e qualcuno fare uso di droga ma ciò avviene anche nelle discoteche tutti i sabati sera. Siamo tornati a casa verso le otto e poche ore abbiamo ricevuto la notizia su ciò che era avvenuto al bivio di San Martino nelle immediate vicinanze della festa. Siamo rimasti sconvolti perché mai ci saremmo aspettati una cosa del genere. E' un atto di violenza inaudita e di vigliaccheria a cui non sappiamo dare una spiegazione. Non possiamo sapere cosa sia passato per la testa di questi ragazzi ma di sicuro si tratta di una razione folle e poco lucida. Ci hanno detto che la festa è stata organizzata del proprietario del terreno che l'ha ospitata e che è stata pubblicizzata tramite web e canali di comunicazione non convenzionali. Un tam tam che ha attirato in Maremma una gran quantità di ragazzi e ragazze di tutte le età. Molti erano minorenni e questo lo possiamo dire con certezza. Speriamo con tutto il cuore che i due giovani carabinieri di Pitigliano si riprendano in fretta e tornino sani e salvi dalle loro famiglie. Abbiamo anche a cuore la sorte di quei quattro giovani, nostri coetanei che in un momento di follia hanno gettato al vento il proprio futuro, macchiandosi a vita con il sangue di persone innocenti che svolgevano semplicemente il loro lavoro cioè "difenderci" spesso anche da noi stessi".

Andrea Teti
 

Notte di follia e Pasquetta di sangue

Al rave partecipano centinaia di ragazzi e la musica non si ferma nemmeno dopo la tragedia
I due carabinieri feriti abbandonati in mezzo alla strada 

MANCIANO - Una pasquetta finita in un lago di sangue ancor prima d'iniziare. Massacrati di botte, ridotti in fin di vita e abbandonati agonizzanti sul ciglio della strada come carcasse. Questo quanto successo ieri mattina ad Antonio Santarelli (43 anni) e Domenico Marino (34 anni): i due carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Pitigliano pestati a sangue con un paletto di legno usato per la recinzione da un gruppo di ragazzi. Una tragedia annunciata che si è consumata al termine di una tre giorni scandita dalla sregolatezza. Alcol, sesso, droga e musica hanno, infatti, accompagnato il rave party dallo scorso sabato. Un tam tam organizzativo via web che ha portato diverse centinaia di ragazzi a darsi appuntamento in un campo nei pressi del Ponte della Fiora. Tende, macchine, roulotte, furgoncini e musica sparata a tutto volume per un week end di Pasqua all'insegna del "tutto concesso". Una strada solitamente poco trafficata, la Provinciale 22, che per l'occasione è stata invece il crocevia prediletto di uno sciame di ragazzi in cerca di trasgressione. Una vera e propria mandria umana che ha messo in seria difficoltà sia i residente di San Martino, allarmati per la situazione, sia gli automobilisti che si sono trovati a procedere a passo d'uomo a causa dei "festaioli" che, a detta di alcuni passanti, camminavano a piedi lungo la carreggiata con fare confusionale. "Una freddezza glaciale - racconta R.B, residente della frazione mancianese - questo quanto ho osservato negli occhi di quei ragazzi arrestati che, solo pochi minuti prima, avevano ridotto in fin di vita due uomini".
Un festino incurante di tutto e tutti che non si è fermato nemmeno quando nel campo è giunta la notizia della feroce aggressione ai due carabinieri. Alle 18 di ieri sera, quando a Siena un carabiniere lottava per la vita e l'altro aspettava di sapere se le percosse avessero compromesso per sempre la sua vista, le tende di quello sciame di ragazzi erano ancora lì. Il campo, trasformato in un tappeto di rifiuti, erano ancora adibito a festa.
Erano da poco passate le 10 e 30 del mattino quando gli aggressori, tre maggiorenni e un minorenne tutti provenienti da Firenze, sono stati fermati ad un posto di blocco altezza del bivio che congiunge San Martino - Sovana Manciano. Un controllo di routine che ha scatenato la rabbia dei quattro giovani, provenienti dal rave party organizzato lungo il tratto di strada che collega San Martino a Sovana su un prato ai bordi della strada nei pressi del Ponte della Fiora. Stando alle prime ricostruzioni, dopo essersi rifiutati di sottoporsi all'alcool test gli aggressori, si sono rivoltati come belve contro i due carabinieri. Percosse dalla violenza inaudita che hanno ridotto in fin di vita i militari. Una brutalità glaciale consumata in pochi attimi e seguita poi da una rocambolesca fuga a bordo di una Ford Focus. I carabinieri trovati in una pozza di sangue da una pattuglia di vigili urbani di Sorano, sono stati soccorsi e trasportati d'urgenza dall'elisoccorso all'ospedale "Scotte" di Siena. La fuga dei giovani si è invece conclusa dopo pochi chilometri quando una volante della compagnia di Saturnia ha intercettato la vettura traendo in arresto gli aggressori che, secondo alcuni testimoni, si sono fermati solo dopo aver udito una serie colpi di pistola sparati in aria dai militari.

Andrea Teti

venerdì 18 marzo 2011

Crollo, ora si cercano le responsabilità. La pioggia frena l’opera di rimozione delle macerie, garage inaccessibili.

A Manciano lunedì scorso, in una traversa di via A. Gramsci, all’altezza del numero civico 24, è franato un muro alto circa dieci metri mandando nel panico un intero condominio. Una potenziale tragedia evitata per miracolo. Infatti sono stati registrati solo danni materiali perché la combinazione di varie circostanze fortuite ha tenuto lontano gli abitanti della zona dallo spazio colpito dalla frana. Il crollo ha seppellito uno scooter e l’entrata di ben 6 garage privati oltre ad aver riempito, gran parte del vicolo, con detriti e fango. Il muro crollato nacque come linea di confine che separa diverse proprietà private. Inizialmente fu costruito di circa 4/5 metri d’altezza per trattenere il terreno sopraelevato adiacente alle abitazioni presenti in quella zona. Successivamente quando sono state costruite alcune nuove abitazione, proprio sul terreno sopraelevato, il muro è stato rialzato di diversi metri. In questi giorni gli esperti stanno analizzando il crollo e la struttura del muro per verificare le eventuali responsabilità. Infatti se venisse accertato che la parte del muro aggiunta successivamente non sia stata costruita a norma di legge le responsabilità ricadrebbero soltanto su chi ha realizzato il rialzo del muro. In caso contrario la responsabilità ricadrebbero su tutti i proprietari degli spazi e delle abitazioni confinanti con il muro crollato. Per quanto riguarda la rimozione delle macerie, detriti misti a fango, verrà effettuata nei prossimi giorni solo quando il materiale si sarà asciugato. Viste le piogge copiose che in questi giorni si stanno abbattendo sul territorio i tempi per la rimozione dei detriti potrebbero prolungarsi

Andrea Teti.

mercoledì 16 marzo 2011

Frana muro di circa dieci metri : residenti illesi per miracolo.

A Manciano lunedì 14, in una traversa di via A. Gramsci, all'altezza del numero civico 24, è franato un muro alto circa dieci metri mandando nel panico un intero condominio. Erano all'incirca le ore 13.00 quando il grande boato e il forte tremolio di mura e pavimenti hanno allertato le famiglie residenti in zona. Forse a causa del maltempo il grande muro adiacente al palazzo e crollato seppellendo uno scooter e l'entrata di ben 6 garage privati. Gli abitanti e gli inquilini del palazzo adiacente sentendo un forte boato e percependo il tremolio delle mura e dei pavimenti del proprio appartamento hanno subito pensato ad un terremoto temendo il peggio. Immediatamente si sono tutti recati all'esterno delle proprie abitazioni e si sono trovati davanti le macerie del muro che riempivano l'intero vicolo. I testimoni raccontano “ Abbiamo sentito vibrare il pavimento per diversi secondi e poi un forte boato. Terrorizzati, visto quello che sta succedendo nel Mondo prima all'Aquila poi in Giappone, abbiamo pensato che fosse in atto un vero e proprio terremoto. Quando poi ci siamo trovati difronte le macerie e il disastro causato dal crollo abbiamo tirato un sospiro di sollievo e abbiamo allertato i Pompieri. Per fortuna – raccontano le famiglie residenti nei pressi della frana - il maltempo ha tenuto lontano dal muro tutti quei ragazzi che spesso si ritrovano proprio li sotto per giocare . Il vicolo è molto transitato perché vi ci sono ubicati garage privati ma il caso ha voluto che la frana avvenisse allora di pranzo mentre tutti eravamo a tavola.” I Pompieri si sono recati sul posto tempestivamente valutando la gravità del danno e le possibili conseguenze per le abitazioni adiacenti. Dai primi rilievi sembrerebbe che il muro possa cedere di nuovo. Quindi i residenti sperano in un celere intervento di manutenzione e di messa in sicurezza di tutto lo spazio interessato dalla frana. La combinazione fortunata di diversi fattori ha fatto si che oltre al danno strutturale ed economico la frana del muro non abbia ferito e investito persone. Non resta che ripulire le macerie, liberare le entrate ai garage recuperare quello che resta del povero scooter.



Andrea Teti.

mercoledì 1 settembre 2010

Manciano Viaggio in un angolo di paese segnato da cattivi odori e sporcizia L'ex Borgo Lungo sommerso dai rifiuti Residenti in rivolta contro il degrado: "Il Comune intervenga "

 MANCIANO:

I residenti in via 20 settembre, ex Borgo Lungo, all'angolo con via Trento, meglio conosciuto con il nome "La Rampa", protestano e segnalano una situazione ritenuta grave e inaccettabile. In quell'angolo di paese infatti sono presenti tre cassonetti nei quali a detta dei residenti viene gettato di tutto: rifiuti organici e inorganici di vario genere e dimensioni che strabordano e finiscono per strada, schiacciati dalle auto che transitano e ulteriormente dispersi nell'ambiente. I residenti riferiscono che "...la nettezza urbana il sabato e la domenica puntualmente "non passa a raccogliere i rifiuti e con il caldo la situazione peggiora ulteriormente: mosche, cattivo odore, topi e gatti randagi invadono l'ex Borgo Lungo. "Almeno i rifiuti più ingombranti - chiedono i cittadini - non potrebbero essere gettati o trasportati altrove?". Altri residenti di via 20 settembre invece alzano la voce: "Se il Comune non interviene saremo costretti a denunciare la situazione alle autorità competenti. Oltre al cattivo odore, il degrado che colpisce la via non ci permette di vivere in un luogo igienico e questo potrebbe compromettere la nostra salute. Non vogliamo strumentalizzare la situazione e farne una questione politica. Il nostro è un richiamo al senso civico e al rispetto delle regole. Ma lo spettacolo che si presenta offre una brutta immagine del paese e dei sui abitanti". Questo è l'appello rivolto al Comune dai residenti. Sul posto si nota anche che è presente una fognatura abbandonata, non risanata, il cui odore nauseante invade l'intera via. Inoltre abbiamo notato cani senza padroni che fanno i bisogni senza che nessuno pulisca gli escrementi. Da alcune notti, infine, il luogo al centro delle proteste è anche senza illuminazione.


Andrea Teti

Incendio a Pomonte. Anziano si ribalta con il trattore e rimane gravemente ferito. Il Pronto Soccorso recupera l'uomo mentre i Pompieri tengono sotto controllo e domano l'incendio.

Per ulteriori informazioni e aggiornamenti, domani mattina correte a comprare il Corriere di Maremma.


Foto di Andrea Teti.